19 giorni in Trentino Alto Adige

19 giorni in Trentino Alto Adige

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Viaggio in Trentino Alto Adige

Caro lettore, per noi che amiamo i viaggi il 2020 è stato, e continua ad essere, un anno particolare che ci ha costretto in larga parte, sia per motivi di carattere economico che di carattere sanitario, a ridimensionarci e ad optare per destinazioni all’interno dei confini nazionali.

Non dovendo stravolgere i nostri piani iniziali, abbiamo fatto in modo che le nostre tappe fossero a prova di “distanziamento sociale” per cui abbiamo scelto la “Val di Non” come prima tappa, del nostro viaggio di 19 giorni in Trentino Alto Adige per partire all’esplorazione dei dintorni.

Abbiamo soggiornato a Sanzeno, a pochi minuti dal Lago di Santa Giustina e devo dire che la scelta si è rivelata ottima per le possibilità offerte sia dallo stesso lago, dove abbiamo potuto utilizzare il nostro kayak sia dalle numerose escursioni che abbiamo potuto fare.

Tanti sono stati i posti che, raggiungibili facilmente in poco meno di un’ora, hanno destato la nostra meraviglia.

Come sempre avevamo già stilato un programma di massima ma le scoperte fatte in loco non solo ci hanno permesso di rispettare il programma ma di integrarlo con nuove escursioni ma vi erano talmente tanti percorsi interessanti che alla fine abbiamo dovuto escluderne qualcuno per mancanza di tempo.

Noi, a dir la verità, già dallo scorso anno, avevamo deciso di rimanere in Italia preferendo una vacanza all’insegna della natura e del relax in una delle Regioni più belle della nostra penisola: il Trentino Alto Adige!

Abbiamo diviso Il nostro viaggio in due tappe principali di cui quello che segue è il resoconto!

1ª Tappa: Trentino

Primo giorno: Lago di Santa Giustina

Abbiamo dedicato il primo al Lago di Santa Giustina e relativo bagno, all’esplorazione dei Canyon del Rio Novella, uno spettacolo della natura ed alla visita della cittadina di Cles dove sorge un bel castello che si affaccia sul lago.

19 giorni in Trentino Alto Adige: Lago di Santa Giustina e castello di Cles

Secondo giorno: Canyon del Rio Sass e Lago Smeraldo

A pochi chilometri da Sanzeno, sede del nostro soggiorno, si trova il Paese di Fondo che, probabilmente, ai più non dirà nulla ma da questo paese parte una tra le più belle escursioni della zona il “Trekking al Canyon del Rio Sass”, un’avventura indimenticabile con un percorso di circa due chilometri e mezzo che si snoda all’interno del canyon con un dislivello di 145 metri e circa 1200 gradini oltre alle varie passerelle.

Potevamo perderci un’esperienza così emozionante? Certo che no!

Per cui dotati di elmetto protettivo e kway antipioggia al seguito, ci siamo avventurati alla scoperta di questo profondo orrido che taglia in due il paese tra cascate d’acqua, stretti passaggi scavati nella roccia, gole a picco su profondi burroni e tanto altro che ti dimenticherai il tempo impiegato a percorrerlo.

Canyon Rio Sass

Ma non finisce qui! Sempre da Fondo è possibile intraprendere un altro percorso, totalmente gratuito, chiamato “Passeggiata al Burrone” che, sempre insinuandosi tra il canyon, ti porta al Lago Smeraldo, un lago artificiale su cui è possibile rilassarsi ed anche fare il bagno che deve il suo nome all’intenso colore verde delle sue acque.

Lago Smeraldo
Lago Smeraldo e noi

Terzo giorno: Ponte sospeso o tibetano e Cascata del Ragaiolo

Ci siamo spostati nella vicina Val di Rabbi, una laterale della Val di Sole e, lasciata la macchina nel paese di Rabbi terme, abbiamo intrapreso il percorso che ci ha portato dapprima a visitare la Segheria Veneziana, poi alla Malga Fratte ed infine ad attraversare il ponte tibetano o ponte sospeso ad un’altezza di 60 metri per 100 metri di lunghezza per poi, naturalmente, proseguire, sempre più in alto, fino alla Cascata del Ragaiolo.

Una passeggiata tutto sommato senza particolari difficoltà, di circa dodici chilometri tra andata e ritorno.

Ponte sospeso in Val di Rabbi
Cascata del Ragaiolo in Val di Rabbi

Quarto giorno: Escursione alle Cascate di Saent

La precedente escursione è stata di “preparazione” a quella un po’ più impegnativa, effettuata il giorno successivo, il quarto, che ci ha visti affrontare il percorso verso le Cascate di Saent.

Esse si trovano sempre nella Val di Rabbi, nel cuore del Parco dello Stelvio e con le precedenti cascate hanno in comune il punto di inizio del percorso: Rabbi terme!

In effetti, per un primo tratto la strada da seguire è la stessa ma, successivamente, si divide e troverai indicazioni molto chiare da seguire facilmente.

Dapprima si seguono le indicazioni per la Malga Stablasolo ed in seguito quelle per le cascate che si trovano a circa 1800 metri di altitudine.

cascate-del-saent

È una bella passeggiata di circa 16 chilometri, tra andata e ritorno, ed alcuni tratti sono un po’ duri non tanto per le difficoltà intrinseche quanto per la salita da affrontare ma, una volta giunti in cima, si è ripagati da questo spettacolo della natura rappresentato da salti d’acqua spumeggianti.

Quinto giorno: Trento

Abbiamo deciso di rilassarci e, pertanto, ci siamo dedicati alla visita della graziosa città di Trento.

La città ha un bel centro storico e si presenta pulita ed ordinata sicuramente da non perdere è la visita al bel Castello del Buonconsiglio, uno dei pià importanti della Regione. Te ne parlerò nel dettaglio in un articolo dedicato.

Trento-castello-del-buoncosiglio

Sesto giorno: Lago di Molveno

Non resistendo più al richiamo dell’acqua, abbiamo dedicato questo giorno all’esplorazione del Lago di Molveno, situato nell’omonimo paese, un gioiello inserito nel Parco Naturale dell’Adamello Brenta, dove si specchiano le Dolomiti e che, come ebbe a dire Antonio Fogazzaro, è la “preziosa perla in più prezioso scrigno”.

lago-di-molveno

È un lago alpino formatosi circa quattromila anni fa in seguito ad un’imponente frana e le sue acque limpidissime raggiungono la profondità di 124 metri.

Pagaiare lungo tutto il suo perimetro, rilassarsi nelle spiaggette isolate delle sue insenature ed immergersi in quest’acqua pura sono state esperienze esaltanti,.

Settimo giorno: Cima Paganella

Quando siamo stati al Lago di Molveno siamo passati da una nota località sciistica denominata Andalo.

Ciò che non sapevamo, all’inizio del nostro soggiorno, è che da questa città era possibile partire per un’escursione alla cosiddetta “Cima Paganella”, da cui vedere un panorama stupendo.

cima-paganella raggiunta

Una vista a 360° sulle Dolomiti del Brenta ed il Lago di Garda, sulla Val di Non, sulla Valle dell’Adige ed, in lontananza sui gruppi Dolomitici delle Pale di San Martino , del Latemar, del Catinaccio e del Sella.

Pertanto questo giorno, dopo aver lasciato l’automobile in paese, abbiamo preso la bidonvia sino al Doss Pelà, a quota 1780 metri e, da lì, imboccando il sentiero ben tracciato, abbiamo iniziato il trekking che ci ha visto raggiungere, a quota 2125, il Rifugio La Roda, proprio sulla cima della Paganella.

cima-paganella

Dopo aver ammirato il panorama intorno ed esserti rifocillato potrai anche decidere di percorrere uno dei due sentieri posti nelle vicinanze: il Sentiero delle Aquile ed il Sentiero Botanico.

Il ritorno avviene per la stessa strada intrapresa all’andata, per cui ritornati ad Andalo, stanchi ma felici, ci siamo meritati un bel gelato in uno dei tanti locali del paese.

Ottavo giorno: Lago di Tovel e Sentiero di San Romedio

Giornata di relax per cui la nostra meta è stata il Lago di Tovel. In realtà siamo, per così dire, stati obbligati a scegliere questa data perché, a partire da quest’anno, per andare a visitare questo lago bisogna prenotare in anticipo il parcheggio e non è scontato che trovi posto soprattutto se, come noi, vai in vacanza ad agosto.

Devo dire che il Lago di Tovel ti lascia quasi senza fiato per i colori, i riflessi delle montagne che vi si specchiano oltre che per la freddezza delle sue acque.

Noi che siamo temprati al freddo, non ci siamo fatti intimorire ed anche se il cielo minacciava pioggia, abbiamo avuto l’audacia di bagnarci tra le sue acque tra l’incredulità dei tanti turisti presenti.

lago-di-tovel

Una volta asciutti, ci siamo rilassati in una spiaggetta, poi dopo esserci rifocillati, siamo partiti alla “scoperta” del lago, percorrendo il sentiero che si snoda intorno ad esso.

Siamo stati fortunati perché, appena finito il tour, sono arrivate le prime gocce di pioggia ed abbiamo avuto giusto il tempo di tornare alla macchina prima che venisse l’acquazzone.

Personalmente avrei, ovviamente, preferito una bella giornata di sole per godermi il lago più a lungo e con una luce migliore in termini fotografici.

Invece siamo tornati a casa e, ironia della sorte, a Sanzeno, la nostra base, non solo non aveva piovuto ma c’era il sole.

Essendo ancora presto, nel pomeriggio, abbiamo deciso di intraprendere un “breve” trekking di poco meno di tre chilometri lungo il Sentiero nella roccia di San Romedio.

sentiero-di-san-romedio

Questo “sentiero” parte dal centro di Sanzeno e, in poco più di un’ora, ti conduce al Santuario del Santo ed è parte di un più ampio “Cammino” che da Thaur, vicino Innsbruck, si snoda per ben 180 chilometri fino ad arrivare all’Eremo, arroccato su uno sperone di roccia.

Noi ci siamo limitati al Sentiero nella roccia che, di per sé, ha un fascino straordinario perché, lungo tutto la lunghezza, è interamente scavato nella roccia a precipizio sul dirupo e sono tanti i tratti in cui dovrai abbassarti per non sbattere la testa sulla roccia soprastante.

L’arrivo al Santuario poi è al cardiopalma perché l’ultimo tratto ha una salita davvero ripida che ti farà arrivare con il fiato corto.

Non mancheranno le sorprese potrai, infatti, fare la conoscenza di Bruno, un orso che da 24 anni vive in uno spazio dedicato e della sua storia e della leggenda che aleggia intorno alla figura di San Romedio e che ti narrerò in un mio prossimo articolo.

Nono giorno: Bolzano

Questa giornata è stata dedicata alla visita di Bolzano e del suo bellissimo centro storico.

cattedrale-di-bolzano

Guido Piovene, nel suo “Viaggio in Italia”, disse che Bolzano è una città opulenta, moderna e bella ma che la sua è una bellezza gotica.

Le vie sono fiancheggiate da portici che creano giochi di luci particolari, tutto è ordinato e silenzioso tranne nella pittoresca Piazza delle Erbe, dove da ottocento anni si svolge il mercato della frutta e della verdura.

I ritmi sono lenti, tipici delle città di montagna dove la vita viene regolata dalla natura, vedrai che se decidessi di visitarla, non te ne pentirai.

Decimo giorno: Madonna di Campiglio e Percorso dei 5 laghi

Dopo esserci rilassati abbondantemente, macinando chilometri in città o in sentieri pianeggianti, è tempo di riprendere un po’ di sani percorsi di montagna e, pertanto, un sentiero classico, immancabile delle Dolomiti occidentali, distante da Sanzeno circa un’ora, è stato il “Percorso dei cinque laghi”.

Raggiunta Madonna di Campiglio, abbiamo preso la funivia 5 laghi che porta a quota 2070 metri, presso il Rifugio 5 laghi, facendoci risparmiare quasi due ore sull’intero percorso che, mediamente, è di circa 7 ore per circa 16 chilometri di lunghezza.

In giro ho letto che il percorso si effettua anche in un tempo inferiore e che è facile da affrontare ma non concordo perché è del tutto soggettivo.

La difficoltà è media ed in alcuni tratti anche alta ed il tempo è sicuramente variabile a seconda del passo che hai.

percorso-dei-5-laghi
19 giorni in trentino alto adige:lago-ritorto

Comunque il tratto dal rifugio al primo lago, il lago Ritorto, è abbastanza facile e pianeggiante ma, superato Lago Ritorto, si inizia a salire e le cose si complicano sempre di più! Gli altri laghi sono il Lago Lambin, il Lago Gelato, il Lago Seredoli, il Lago Nero ed infine il Lago Nambino, vicino quest’ultimo si trova l’omonimo rifugio che ti apparirà come un’oasi nel deserto.

Da li sarà una continua discesa fino a tornare a Madonna di Campiglio qui, uccisi e doloranti, ci siamo trascinati alla macchina, per noi, apparizione mistica.

Undicesimo giorno: Malga di Coredo e Punto panoramico

Un’altra escursione interessante è stata alla Malga di Coredo. Ne avevamo sentito parlare e, visto che distava dalla nostra base, pochi chilometri, le abbiamo dedicato l’ultimo giorno di permanenza a Sanzeno.

malga-coredo-laterale

Se non hai idea di cosa sia una malga, ti chiarisco subito il concetto: una malga è una “costruzione rustica in pietra e legno adibita ad abitazione per i pastori nel periodo estivo, comprendente anche la stalla per le bestie e la casera per la lavorazione del latte” equivalente ad una baita che, nel tempo, si è trasformata con la vendita diretta dei prodotti al pubblico e la possibilità di poterli mangiare in loco.

malga-coredo-frontale

Per arrivare a questa Malga, hai due possibilità o direttamente con la macchina (c’è un ampio parcheggio) o ti prepari ad un bel percorso trekking in mezzo ai boschi, lasciando la macchina in Località Sette Croci, dopo il Comune di Smarano. A te la scelta!

Noi siamo andati a piedi e, posso assicurarti che l’ultimo tratto, quello in salita, è un po’ faticoso però sarai ampiamente ripagato dall’incrociare, allo stato brado, cavalli, asini e puledri.

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Giunto alla Malga, parte un percorso di circa tre chilometri, dalla durata di un’ora e mezzo che ti porta ad un punto panoramico da cui potrai osservare tutta la Val d’Adige.

Il percorso è molto agevole, essendo in piano e non presenta particolari difficoltà. Dopo avere fatto godere la tua vista, potrai far godere il tuo palato perché nella Malga potrai gustare diverse specialità rigorosamente fatte in casa.

Con questa escursione si è conclusa la prima tappa del nostro viaggio di 19 giorni in Trentino Alto Adige e, pertanto, preparati i bagagli, il giorno successivo ci siamo spostati, in poco meno di tre ore, in Alto Adige dove abbiamo trovato una sistemazione tramite Airbnb, nostro motore di ricerca preferito, nei pressi di Dobbiaco.

2ª tappa: Alto Adige

Dodicesimo giorno: Dobbiaco, San Candido, Lago di Dobbiaco e Lago di Misurina

Essendo arrivati abbastanza presto, ci siamo dedicati all’esplorazione di Dobbiaco, in Val Pusteria e, nelle immediate vicinanze, a 5 chilometri ad est, in direzione dell’Austria, alla cittadina di San Candido.

san-candido

Poi, scendendo verso sud, a circa 4 chilometri, l’omonimo Lago di Dobbiaco e, proseguendo ancora più a sud per altri 10 chilometri, il Lago di Misurina che, ci hanno detto, sarà la prossima location della fiction “Un passo dal cielo”. Ma andiamo con ordine!

Dobbiaco, oltre ad essere una cittadina tipicamente sciistica, è anche il punto di partenza per numerose escursioni nei dintorni.

Il centro storico si trova nella parte nord della città e, tra le cose da vedere, ti segnalo la casa dove trascorreva le vacanze il grande compositore Gustav Mahler, la chiesa barocca di San Giovanni Battista, il Grand Hotel risalente al 1877, il Castello di Herbstenburg e la Roter Turm o Torre rossa.

San Candido è un piccolo gioiellino incastonato tra le montagne. A mio avviso, molto più carina di Dobbiaco, base perfetta per chi intende usufruire dell’offerta sciistica in inverno o per i tanti sentieri che si possono intraprendere nel periodo estivo.

Ma se sei stanco o hai semplicemente voglia di rilassarti, il centro storico, totalmente pedonale, di San Candido e la Piazza di San Michele Arcangelo sono la meta ideale dove trascorrere il tuo tempo. Assolutamente da vedere sono le tre chiese di cui la Collegiata, la più antica, è tra le più importanti di tutto il Tirolo.

Ciò che più mi ha colpito di Dobbiaco è stato il suo lago. Assolutamente fantastico! Questo piccolo lago alpino, a 1259 metri di altezza, è noto soprattutto agli appassionati di uccelli perché in alcune stagioni è possibile ammirare dei rari uccelli migratori.

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Ma è anche possibile seguire il sentiero naturalistico attorno al lago che si sviluppa per circa quattro chilometri e mezzo o andare in barca in estate mentre in inverno, se è ghiacciato, si può praticare pattinaggio sul ghiaccio.

Onestamente il Lago di Misurina, qualche chilometro più a sud, non mi ha destato particolari emozioni. Almeno a me non è piaciuto. Certo è possibile vedere due delle tre Cime di Lavaredo che si si specchiano nelle acque ma, a parte questo, a mio avviso, è sopravvalutato.

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Tredicesimo giorno: Tre Cime di Lavaredo

Il lago di Misurina è anche il punto di partenza per la strada che porta ad esplorare il Sentiero ad anello delle Tre Cime. Questo percorso, di circa sei chilometri, era stato programmato sin da Napoli, per cui, alzati di buon’ora, ci siamo avviati in direzione del Rifugio Locatelli.

Piccola premessa: il punto di partenza per il percorso delle tre cime dista circa sette chilometri ed ha un grande parcheggio dove, chi vuole, può lasciare l’auto ed usufruire di un servizio navetta per recarsi su al rifugio o percorrere i setti chilometri con la propria auto, pagando un pedaggio, e parcheggiare direttamente al rifugio.

Quest’anno, complice forse la pandemia ed il desiderio di distanziamento, entrambi i parcheggi erano già al completo, fin dalle prime ore della mattina e, chiedendo ad un vigile informazioni in merito, abbiamo saputo che per trovare il posto auto occorreva essere lì da prima delle sette. Le nostre alternative erano rinunciare e cambiare programma o utilizzare il metodo TS ,ovvero tacchi e suola, camminando per l’intero percorso o cercare di prendere la navetta.

Ma quando abbiamo visto che le navette sembravano carri bestiame, abbiamo scartato subito questa idea per salvaguardarci la salute. Inoltre le navette erano anch’esse bloccate nel traffico per cui sarebbero partite con ritardi di qualche ora.

Senza lasciarci scoraggiare, intrepidi, siamo partiti per i primi sette chilometri, tornante dopo tornante fino ad arrivare al rifugio e, da lì, è partito il nostro trekking di sei chilometri intorno alle tre Cime di Lavaredo che, neanche a dirlo, ci ha regalato emozioni fantastiche.

tre-cime-di-lavaredo

Naturalmente il ritorno, sempre a piedi, è stato più “leggero” ma soltanto perché eravamo in discesa  per cui siamo arrivati alla macchina stanchi ma felici per tornare al nostro alloggio e godere del meritato riposo.

Quattordicesimo giorno: Lago di Santa Caterina ad Auronzo di Cadore

Giornata dedicata al relax dopo la faticaccia del giorno precedente per Lavaredo. Sempre alzandoci presto, abbiamo deciso di trascorrere una giornata al Lago di Santa Caterina. nei pressi di Auronzo di Cadore.

La cittadina è molto carina ed offre una piacevole passeggiata per il suo centro. Gli appassionati di calcio devono sapere che qui fa il ritiro la squadra della Lazio. In inverno gli impianti sciistici lavorano a pieno regime in quanto sono tante le piste da sci da utilizzare, soggiornando in città, ma anche in estate non è da meno, potendo offrire innumerevoli percorsi trekking, arrampicate e sentieri adatti a chiunque.

Il lago, poi, è uno spettacolo ed anche se le sue acque sono molto fredde, chi è temerario, come noi, non può certo lasciarsi sfuggire delle nuotate rigeneranti. Così, tra un bagno e l’altro, è trascorsa questa giornata.

Quindicesimo giorno: Percorso del Sorapis e lago omonimo.

Questa è una meta in programma da tempo. Avevamo letto, un po’ di tempo fa, che tra queste montagne esisteva un lago di un colore turchese intenso e le foto viste in rete confermavano tutto ciò.

Quindi, dopo il riposo del giorno precedente, ci siamo preparati per questa escursione che sapevamo non essere propriamente “una passeggiata”.

Superato il lago di Misurina e seguendo le indicazioni per Cortina d’Ampezzo, siamo giunti al parcheggio vicino il Passo Tre Croci che segna l’inizio del percorso lungo circa 6 chilometri. Il CAI lo contraddistingue con le lettere “EE”, escursionisti esperti, ma i tratti veramente impegnativi non sono tantissimi. Sicuramente bisogna fare sempre estrema attenzione perchédel molti tratti sono esposti ed a precipizio però, con un po’ di accortezza e resistenza, si può percorrere.

La prima meta da raggiungere è il Rifugio Vandelli, a 1926 metri d’altezza, dove, se si è stanchi o affamati, è possibile riposare e mangiare qualcosa. Dal Rifugio al lago il tratto è breve e lo si raggiunge nell’arco di una decina di minuti. Che spettacolo per gli occhi! Le descrizioni lette e le foto viste non rendono giustizia a questo incanto della natura.

lago-di-sorapis

Dopo averlo ammirato in lungo ed in largo, siamo ritornati percorrendo un percorso ad anello che riporta, dopo un totale di 12 chilometri, al punto di partenza.

Sedicesimo giorno: Pieve di Cadore e Lago di Centro di Cadore

Dopo il trekking sul Sorapis, volevamo una meta rilassante così siamo andati alla scoperta di Pieve di Cadore, famosa per aver dato i natali al grande Tiziano, e al suo bel Lago dove, questa volta, non abbiamo fatto il bagno perché l’intenzione era solo quella di rilassarsi facendo un picnic sull’erba vicino le pozze di Lagole del Lago di Centro di Cadore.

lago-centro-di-cadore

Che dire: Pieve di Cadore è una piccola città che si visita molto facilmente ma non mi ha entusiasmato particolarmente. Il lago invece è tutt’altra cosa, è balneabile, è navigabile con la canoa ed è soprattutto lungo. Se non avessimo puntato per una giornata di relax, avremmo sicuramente portato il nostro kayak per andare alla sua scoperta.

Nel pomeriggio, al ritorno, ci siamo fermati a Cortina

Cortina d’Ampezzo

C’ero già stato tantissimi anni fa e ritornarci adesso, beh, non mi ha procurato alcuna emozione, sinceramente! Ho visto tante cittadine e piccoli centri molto più caratteristici ed affascinanti di Cortina che sicuramente, al pari di tante altre, ha un’offerta sciistica invidiabile ma oltre ad essere “carestosa” è forse un po’ troppo sopravvalutata.

D’altra parte era da visitare e, pertanto, un pomeriggio dedicato è stato più che sufficiente.

Diciassettesimo giorno: Lago di Braies

Come per il lago di Tovel, anche per questo splendido lago, è necessario prenotare con un certo anticipo il parcheggio, pena l’impossibilità di visitarlo.

Penso che il Lago di Braies abbia bisogno di ben poche presentazioni, vista la notorietà raggiunta anche grazie alla fiction “Un passo dal cielo”.

Purtroppo non è balneabile, né si può percorrere con il proprio kayak, in compenso è possibile noleggiare una delle tante canoe in legno presenti (18€ mezz’ora) per il percorso intorno al lago.

lago-di-braies

Ci sono vari punti dove fermarsi per rilassarsi ma, ovunque ti troverai lungo il percorso, sentirai l’irresistibile bisogno di scattare innumerevoli foto. Il Lago di Braies rappresenta un classico di chi trascorre le vacanze in Trentino Alto Adige.

Diciottesimo giorno: Brunico

Penultimo giorno di permanenza in Alto Adige, quest’ultimo abbiamo voluto dedicarlo alla visita di Brunico, in provincia di Bolzano, distante una quarantina di chilometri da dove alloggiavamo.

Questa “perla del Val Pusteria” si trova ai piedi del Plan de Corones , ha un centro storico affascinante che, oltre a conservare ancora l’antico nucleo medievale, si integra perfettamente con la classica architettura Tirolese.

brunico

L’aria che si respira è rilassata, non per nulla Brunico è ai prima posti nella classifica delle città italiane per qualità della vita.

Oltre al centro storico, da vedere c’è il castello, le chiese ed il museo della montagna ma, come sempre, ti rimando agli articoli di approfondimento.

Diciannovesimo giorno: Ritorno a casa e considerazioni

Siamo arrivati al termine della vacanza per cui eccoci a preparare i bagagli.

Dopo una ricca colazione e verificato di non dimenticare nulla, siamo partiti alla volta di Napoli.

Lungo il viaggio ognuno di noi ha espresso le considerazioni su queste vacanze se sono state come ci aspettavamo o meno.

Siamo stati concordi nell’affermare che il Trentino Alto Adige è una Regione che dovrebbe essere visitata almeno una volta all’anno, sempre! Ha tanto da offrire ed il nostro unico rammarico è stato che avremmo voluto vedere molto di più!

Per questo motivo ci siamo ripromessi di tornare perché per noi, amanti della natura, è il posto ideale dove poter coniugare arte, storia, gastronomia e natura.

Un genere diverso di natura, per noi abituati al mare della Campania e di Napoli, ma altrettanto fantastico! Le Dolomiti sono uno spettacolo naturale senza precedenti e non è un caso che siano entrate a far parte del Patrimonio dell’Unesco.

Se volessimo percorrere tutti i sentieri, esplorare tutte le montagne, i laghi, i boschi e godere appieno di ciò che offre la natura in queste zone, dovremmo trascorrere lunghi periodi di vacanza sia estiva che invernale.

Sicuramente questa è stata una scelta che ci ha premiato, entusiasmandoci oltre ogni immaginazione e, pertanto, se mi hai seguito fin qui, ti consiglio di programmare subito un viaggio in Trentino Alto Adige perché ne sarai ampiamente appagato sotto ogni aspetto.

Ora ti saluto, invitandoti, come sempre, a seguirmi per nuove avventure ed a condividere l’articolo il “19 giorni in Trentino Alto Adige” sui tuoi social, dando la possibilità ai tuoi amici di scoprire altre mete.

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