ConosciAmo Napoli

ConosciAmo Napoli

Print Friendly, PDF & Email

Vedi Napoli e poi muori!

Caro viaggiatore, nel 1787 il grande filosofo Goethe visitando Napoli ebbe a dire una frase, passata alla storia, che racchiude l’essenza della bellezza e della grandezza di questa città: la frase ormai famosa in tutto il mondo è

“Vedi Napoli e poi muori”

perché Napoli è un insieme di cose, cultura, arte, storia, musica, folklore, gastronomia e tradizioni popolari ma, soprattutto, è una città che ha tanto da offrire.

Forte di questo detto popolare ed, al contempo, aforisma famoso in tutto il mondo, trovo giusto guidarti ed invogliarti a scoprire la città che, tra alterne vicende personali, da un quarto di secolo, mi ospita e per la quale nutro un senso di ammirazione che ben poche città in Italia hanno saputo darmi.

Napoli è una di quelle città che non conosce mezze misure, la si ama incondizionatamente o la si odia con tutto il cuore ma per decidere se amarla od odiarla, si deve conoscerla, studiarla, sentirla e respirarla.

Poi, dopo aver fatto tutto ciò, ti accorgi che ti è entrata dentro e ti rendi conto che non puoi farne a meno perché nessun’altra città al mondo sa darti quelle emozioni, quelle sensazioni che solo questa città con il suo calore, il suo folklore, la sua gente saprà darti.

ConosciAmo Napoli in quanto essa è la città dei mille colori e dalle mille facce e non bastano certo pochi giorni per conoscerla e, soprattutto, per viverla.

Così ho voluto scorporarla dalla descrizione di tutte le città che, nel corso degli anni, ho avuto il piacere di visitare e di conoscere per dedicarle uno spazio tutto suo perché mi sono reso conto che parlare di Napoli, della napoletanità e delle cose da fare o da vedere sarebbe stato estremamente riduttivo e questa città così bella quanto vituperata non lo merita.

Cenni storici

Per raccontare le origini nonché la storia di questa splendida città, sono stati scritti molteplici libri che ne hanno ben evidenziato i vari aspetti.

Non pretendendo di sostituirmi ad essi ma, conscio, che almeno un’idea del suo excursus sia necessaria, posso dire che le antichissime origini di Napoli affondano nella leggenda, o meglio, in una serie di leggende dove al centro di tutte, c’è la sirena Partenope che, affranta, per l’astuzia di Ulisse, sfuggito al potere del canto delle sirene, si sarebbe suicidata, ed il suo corpo sarebbe andato alla deriva fino ad incagliarsi sugli scogli dell’isoletta di Megaride, dove oggi sorge il Castel dell’Ovo.

Secondo una versione meno leggendaria, Partenope sarebbe stata invece una bellissima fanciulla, figlia del condottiero greco Eumelo Falevo, partito alla volta della costa campana, per fondarvi una colonia quando una tempesta colpì la nave, provocando la morte di Partenope, in tributo della quale fu dato il nome alla nascente città.

Dalle informazioni storiche, in effetti, si sa che coloni greci si insediarono, dapprima, nell’isola di Ischia (IX secolo a.C.), per trasferirsi poi a Cuma e, solo nel VI secolo a.C., fondarono la città di Partenope sull’isola di Megaride.

Si trattava più che altro di uno scalo commerciale per mantenere i contatti con la madre patria che, in un secondo momento, si espanse sul vicino Monte Echia, l’attuale Pizzofalcone, assumendo la struttura di un piccolo centro urbano. Pertanto si può affermare che fu fondata, probabilmente, nel secolo V a.C., dal popolo greco, Cumani e che la sua parte centrale venne anche chiamata Partenope, dal nome di una sirena venerata dai Rodii, che ne avevano diffuso il culto.

Nel 470 a.C., i greci Cumani decisero di fondare una vera e propria città, scegliendo una zona più ad oriente della vecchia Partenope, zona che corrisponde all’attuale centro storico; il nome prescelto fu quello di “Neapolis” (città nuova), per distinguerla dal precedente nucleo urbano Partenope che chiamarono “Palepolis” (città vecchia).

Caro viaggiatore adesso che, a grandi linee, conosci gli avvenimenti principali della sua nascita non ti rimane che seguirmi e scoprirai una Napoli che non ti aspetti e che ti saprà ammaliare proprio come la sirena Partenope a cui la tradizione ascrive la nascita della città.

Lascia un commento

Chiudi il menu
error: