Napoli in due giorni – 1ª Parte

Napoli in due giorni – 1ª Parte

Napoli ed il suo centro storico

Caro viaggiatore, con questo primo articolo ti porterò alla scoperta di ciò che è considerato il cuore di questa meravigliosa città, quello che potremmo definire il cuore del centro storico di Napoli, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1995 e, come tale, bene da tutelare per la sua particolare unicità.

Per comodità, e per agevolarne la lettura, ho pensato di suddividerlo in due parti così non ti affaticherai troppo. Sei pronto a cominciare questa avventura? Allora seguimi e non te ne pentirai!

Un vecchio detto recita “tutte le strade portano a Roma” ma questo adagio è perfettamente applicabile anche a Napoli perché, puoi raggiungerla tramite aereo, treno, nave o macchina, non importa quale mezzo userai ma il tuo viaggio alla scoperta della città inizierà sempre dal centro storico.

I Decumani

Per cominciare a prendere confidenza con la terminologia adoperata devi sapere che il centro storico è di origine greco-romano, ha una pianta a scacchiera divisa da tre assi viari, detti “decumani” (Spaccanapoli, decumanus inferior; Via dei Tribunali, decumanus maior; Strada dell’Anticaglia, decumanus superior), tagliati ad angolo retto da vie più strette dette “cardini”.

decumani spaccanapoli

Porta d’ingresso del centro antico è Piazza del Gesù Nuovo con l’omonima quattrocentesca Chiesa del Gesù Nuovo.

piazza del gesù

Poco più avanti, il trecentesco Monastero di Santa Chiara, completamente distrutto durante i bombardamenti del ’43 e, successivamente, ricostruito nelle sue forme originali, che ha dato origine, nel 1945, al celeberrimo brano musicale che, sicuramente, avrai sentito “Munasterio ‘e Santa Chiara” (scritto da Michele Galdieri) in cui un emigrante dà voce al suo desiderio di tornare a Napoli, contrastato però dal timore di trovare una città distrutta dalla guerra.

Adiacente alla Chiesa di Santa Chiara, troverai il bellissimo Chiostro delle Clarisse, uno dei quattro grandi Chiostri monumentali del Monastero, costruito nel 1739 da Domenico Antonio Vaccaro in stile barocco è famoso per le maioliche che adornano i pilastri, i sedili e le zoccolature del giardino con scene di vita quotidiana di Napoli. Le pareti sotto i portici, invece, sono affrescate con scene bucoliche con paesaggi e vita campestre. 

chiostro maiolicato

Ritornato su Via Benedetto Croce, ti consiglio di proseguire la passeggiata fino a Piazza San Domenico Maggiore, non prima, però, di esserti fermato nella più antica e famosa pasticceria di Napoli, dove potrai gustare i dolci della tradizione partenopea “sfogliatelle e babà” da Giovanni Scaturchio, dal 1905 un’icona della città.

A Piazza San Domenico potrai visitare l’omonima Chiesa con l’annesso Convento e, nelle immediate vicinanze, per l’esattezza a Via Francesco de Sanctis, è d’obbligo la visita alla Chiesa di Santa Maria della Pietà o Pietatella dove potrai ammirare la famosissima Cappella di Sansevero ideata, progettata e costruita da Raimondo di Sangro settimo Principe di Sansevero, dove è collocato il celeberrimo “Cristo Velato”, ad opera di Giuseppe Sanmartino e, nei sotterranei della Cappella, sono conservate le splendide macchine anatomiche di Giuseppe Salerno costruite nel 1763-64. Il mausoleo è soprattutto un tempio massonico carico di simbologie che riflette molto il carattere ed il carisma del Raimondo.

cappella sansevero

Lasciata San Domenico Maggiore, attraversa l’incrocio con Via Mezzocannone (uno dei decumani) e, dopo pochi minuti, arriverai a Piazzetta Nilo, dove è posta la statua del Dio Nilo di epoca romana; proseguendo la strada prende il nome di Via San Biagio dei Librai considerato, appunto, patrono dei librai e degli infermi di gola.

Detto questo però ti dico che il vero motivo del nome di questa strada è legato ad un evento avvenuto nel 1543 quando la chiesetta di San Biagio Maggiore fu concessa alla Confraternita dei librai unendo il loro nome a quello del santo.

La fama andò aumentando a partire dalla seconda metà del Seicento in quanto le varie botteghe di librai e rilegatori che erano sulla strada cominciarono ad aumentare in maniera esponenziale attraendo librai provenienti anche dall’estero soprattutto Francia ed Olanda. Non solo, la città cominciò ad attrarre i maggiori intellettuali del tempo, e parallelamente crebbe uno spiccato interesse per i libri.

Fra i tanti primati di cui può vantarsi Napoli vi è anche la nascita della prima biblioteca in Italia nel 1790 la biblioteca Brancaccio.

In quel periodo, dopo via Toledo, San Biagio dei Librai divenne una delle strade più frequentate e vive della città. Questa strada, come forse saprai, fu abitata da Giambattista Vico (dal 1685, per oltre trent’anni). Al primo piano del numero 31, verso la fine del Seicento, il filosofo trascorreva qui, nella casa di suo padre Antonio, un piccolo libraio che aveva la bottega al piano di sotto, dove passava notti insonni a scrivere.

Sempre in zona osserva il Banco del Monte di Pietà, con l’omonima Cappella, fondato nel 1539 per volere di alcuni gentiluomini napoletani allo scopo di contrastare l’usura praticata dagli ebrei ai danni degli strati più bisognosi della popolazione, da cui poi derivò la nascita del Banco di Napoli.

Palazzo-Carafa-Monte-di-Pietà

Proseguendo, arriverai all’incrocio con Via Duomo che ti porterà direttamente alla Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta comunemente denominata “Duomo di Napoli”, dove sono conservati le reliquie di San Gennaro e, in una Cappella annessa alla Basilica, il “Tesoro di San Gennaro”.

Un ultimo sforzo, tornando leggermente indietro, percorri Via dei Tribunali ed al numero civico 32 potrai gustare la pizza di Gino Sorbillo, storico pizzaiolo di Napoli che gode di fama internazionale.

Dopo esserti rifocillato e riposato, riprendi il fantastico tour alla scoperta delle meraviglie di Napoli e, nelle vicinanze, imbocca Via San Gregorio Armeno, una delle più caratteristiche ed affollate vie, soprattutto durante il periodo natalizio perché questa via, seppur piccola, è conosciuta in tutto il mondo come “la strada dei presepi” in quanto sono qui riunite tutte le botteghe artigiane dedicate alla creazione e costruzione di tutto ciò che serve per un bel presepe artigianale. Naturalmente a farla da padrone sono i pastori, fatti a mano, veri e propri capolavori in miniatura a cui si accostano, tra sacro e profano, i personaggi che, nel corso dell’anno, si sono resi famosi dallo sport alla politica, dal cinema alla televisione, dalla chiesa alla canzone, tutti rappresentati con dovizia di particolari.

Ma, San Gregorio Armeno non è soltanto presepi e pastori è anche la sede della bellissima Chiesa di San Gregorio Armeno, e relativo complesso monastico con annesso Chiostro, detta anche, e forse più conosciuta, di Santa Patrizia, perché qui sono conservate le spoglie della Santa.

Chiostro San Gregorio Armeno

A pochi metri di distanza, sorge in Piazza San Gaetano, la Basilica di San Lorenzo Maggiore, storicamente ed artisticamente, uno dei complessi monumentali più rilevanti e più antichi della città. Una piccola curiosità: proprio in essa, nel sabato santo del 1336, Boccaccio incontra e si innamora perdutamente di Maria, appartenente alla famiglia d’Aquino e figlia naturale del re Roberto d’Angiò, sposata con un gentiluomo di corte e Boccaccio la ricorderà sempre con il nome di “Fiammetta” ed a lei dedicherà il poema “Amorosa Visione”.

san-lorenzo-maggiore

Riprendendo Via dei Tribunali, prosegui verso est fino a quando la strada, assumendo nomi diversi, (si chiamerà Piazza Luigi Miraglia, Vico S. Pietro a Maiella e Via Port’Alba), ti condurrà a Port’Alba, antica porta aperta nelle mura di cinta, voluta da Antonio Alvarez de Toledo, Duca d’Alba, per consentire ed agevolare il passaggio della popolazione tra le varie zone della città.

Prima di passeggiare per Port’Alba, sulla destra, vedrai Piazza Bellini, ricca di locali e ristoranti che, nel tempo, è diventata una delle piazze principali della movida napoletana.

Superando la porta, ti apparirà Piazza Dante, realizzata dall’architetto Vanvitelli, una delle piazze più importanti di Napoli nonché tappa della stazione metro dell’arte. Anticamente veniva chiamata Largo Mercatello, perché qui vi si svolgeva uno dei due mercati della città, differenziandosi con il nome Mercatello da quello più grande ed antico di Piazza del Mercato.

Piazza Dante a Napoli

Da Piazza Dante ha origine Via Toledo, una delle arterie principali di Napoli, la cosiddetta via dello “struscio”, piena di negozi di ogni genere e per tutte le tasche e dal 2012 adibita al solo transito pedonale.

Bene caro viaggiatore, qui termina la prima parte di questo lungo articolo dedicato alla scoperta di Napoli, per chi ha a disposizione un paio di giorni, adesso non ti resta che leggere la seconda parte per avere una idea globale delle cose principali da visitare.

Ti aspetto…. a presto!!

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