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2 giorni a Spello e dintorni

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Cosa vedere in 2 giorni a Spello e dintorni

Ben trovato caro lettore!

Spesso, quando le condizioni sono favorevoli e si ha voglia di trascorrere un fine settimana lontano dalla solita routine, allora perché non integrare alla classica gita fuori porta un altro giorno in modo da potersi allontanare un po’ di più?

Così, senza neanche pensarci troppo, abbiamo optato di andare alla scoperta di uno dei borghi più amati dell’Umbria: Spello ma anche dei suoi dintorni. Pertanto continua a leggermi e ti dirò tutto ciò che c’è da vedere in 2 giorni a Spello e dintorni.

vicoli di spello

Una curiosità che ho scoperto nel documentarmi è che Spello è famosa anche per le infiorate che si svolgono durante la festa del Corpus Domini, durante la quale le sue strade si riempiono di composizioni floreali tingendosi di tanti colori e di cui scriverò più avanti

Dove si trova Spello

Come già detto, Spello si trova in Umbria, nel cuore della regione verde per eccellenza ed è distante meno di mezz’ora da Foligno, Assisi e Perugia. Tre centri altrettanto famosi che, qualora non lo avessi già fatto, ti consiglio di visitare e che sono facilmente abbinabili se decidessi di trascorrere 2 giorni a Spello.

Poco distante da Spello ti consiglio di visitare anche Montefalco, un borgo medievale famoso per il vino che noi abbiamo incluso nel nostro “tour” su cui mi riservo di aggiornarti in altro articolo.

2 giorni a Spello: cenni storici

Fondata dagli umbri, Hispellum divenne una colonia romana che acquista rilevanza come municipio romano grazie alla sua vicinanza alla via Flaminia.

Chiamata “Colonia Julia da Giulio Cesare e “Splendidissima Colonia Julia da Augusto, nell’antichità Spello era uno dei centri principali della regione.

Purtroppo nell’alto medioevo la città viene quasi distrutta e occupata dai Longobardi per poi entrare a far parte del Ducato di Spoleto.

Nel XII secolo il circuito murario che circonda la città è ancora quello romano ma, al suo interno, il centro abitato viene riorganizzato in tre terzieri: Porta Chiusa, Mezota e Posterula.

Erano tre zone, ellittiche e concentriche, che corrispondevano rispettivamente alla zona più alta della collina, alla zona mediana con palazzi pubblici e residenze signorili e, infine, alla zona più bassa con gli insediamenti contadini e artigiani.

I terzieri erano ben definiti e separati tra loro dalla presenza di catene che servivano anche a scopi difensivi.

L’espansione della città nella seconda metà del 1300 portò all’ampliamento della cinta muraria e l’assetto urbano di questo periodo è quello, quasi intatto, che ancora oggi vediamo passeggiando per i vicoli entro le mura.

2 giorni a Spello: Come arrivare e dove parcheggiare

Premetto che noi, in questi 2 giorni a Spello, abbiamo usufruito di un alloggio con parcheggio privato preso tramite Booking distante circa 200 metri dal centro storico.

Per chi arriva a Spello in auto, appena fuori dalle mura ci sono diverse possibilità di parcheggio:

vicino alla Villa dei Mosaici; lungo Via della Liberazione e un terzo parcheggio lungo la via Centrale Umbra, vicino alla piscina comunale.

Senza auto si può arrivare anche con il treno tramite collegamenti regionali.

2 giorni a Spello: Cosa vedere

Spello è uno di quei borghi che puoi visitare tanto in un paio di ore quanto in un’intera giornata, dipende dal tempo che ci vuoi dedicare.

In città vige un ritmo estremamente lento che ti permette di assaporare ogni cosa con maggiore intensità, per cui visitare Spello significa aggirarsi per i vicoli, ricchi di ristorantini, negozietti e botteghe soffermandosi ad ammirare tanto le vetrine quanto le architetture dei palazzi o i fiori che fanno da cornice a tante stradine.

i palazzi di spello

Il centro storico di Spello ha una forma allungata e parte da Porta Consolare che si trova nella zona più bassa. Attraversata questa porta, ci si immette nella via principale da cui si diramano i numerosi vicoli che vanno a comporre l’intero centro del borgo.

piazza garibaldi

2 giorni a Spello: la Porta Consolare

È il nostro ingresso verso il centro di Spello e anticamente faceva parte delle mura che avvolgevano il centro abitato. Devi sapere che Spello conserva una delle cinta murarie antiche meglio conservate in Italia.

Dalla Porta Consolare si può camminare lungo un tratto delle mura di età augustea che verrà successivamente inglobato dalle mura medievali nella parte nord del borgo.

La particolarità di questa struttura è che è composta di grandi blocchi calcarei provenienti dal monte Subasio, nei quali si aprono tre fornici sormontate da tre statue: una di grandi dimensioni e le due laterali più piccole.

2 giorni a spello: porta consolare

Sul lato destro è presente una torre quadrata, di epoca medievale, dotata di orologio che veniva impiegata per sorvegliare quanto avvenisse fuori dalle mura. Una curiosità che mi ha colpito e che potrai notare è che sulla sommità della torre è presente un albero di ulivo oltre le campane, quasi a voler ricordare a chi entra quale sia il prodotto principale della zona.

La posizione della porta in pianura fece sì che diventasse, da subito, anche l’accesso principale alla città.

Il centro storico

La pietra calcarea proveniente dal monte Subasio è stata largamente impiegata anche nella costruzione dei palazzi e, seppure, l’insieme dei palazzi è costruito con forme diverse lo stile è armonico e bello a vedersi.

noi a spello

Naturalmente gli scorci più belli di questi vicoli sono, senza ombra di dubbio, quelli in cui i portoni in legno ed i balconi delle case sono incorniciati dalla moltitudine di vasi con fiori colorati che rendono questi angoli incantevoli.

2 giorni a spello: vicoli

Non si può resistere dallo scattare tante foto!

2 giorni a spello: la salterina
abitazioni caratteristiche

Ed è per questo motivo che, in questi 2 giorni a Spello, non bisogna guardare al tempo che passa piacevolmente in quanto sono tanti i vicoli speciali e le botteghe in cui curiosare allestite in un modo accattivante che attira l’attenzione.

Le Chiese di Spello

Cappella di Sant’Anna o Cappella Tega

Continuando incrocerai la Cappella di Sant’Anna, anche conosciuta come Cappella Tega.

È facilmente riconoscibile, per la grande e suggestiva scultura nella quale un ulivo, formato dall’unione di un uomo e una donna appassionati, è costruito su di una grande sfera.

Dietro la statua si può vedere chiaramente un grandissimo arco vetrato all’interno di un vecchio edificio in pietra.

La cappella di Sant’Anna nacque come sede della confraternita dei disciplinati di Sant’Anna, che in città gestivano l’ospedale di Sant’Angelo, poco distante da qui nel XIV secolo, con una capienza estremamente ridotta, di appena tre posti letto, motivo per il quale fu soppresso nel XVI secolo.

Dalla fine del 1800 fino agli inizi del secolo scorso, essa venne impiegata come bottega di sartoria. Solo nel 1911 il sarto Pietro Tega che vi lavorava all’interno riportò alla luce degli affreschi eseguiti nel 1461 che ne ornavano i soffitti con volte a crociera e buona parte dei muri interni. Da ciò deriva il nome di Cappella Tega.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Continuando a salire arriverai in Piazza Giacomo Matteotti dove potrai vedere la chiesa di Santa Maria Maggiore che venne costruita sui resti di un tempio pagano, intitolato a Veste e Giunone, intorno al 1100 ma il suo aspetto attuale è opera di una profonda trasformazione avvenuta nel 1644.

La facciata in pietra è una commistione di diversi periodi mentre il portale di ingresso, in stile romanico, risale al XIII secolo ed riporta elementi in marmo che circondano il portone in legno.

Il campanile sorge sul lato sinistro della chiesa e conserva al suo interno due antiche campane. All’interno, la pianta a croce latina con una navata unica conferisce una indescrivibile sensazione di maestosità e ampiezza. Sulla quale si aprono alcune piccole cappelle, come la Cappella “Baglioni” interamente affrescata dal Pinturicchio, all’inizio del Cinquecento.

chiesa di santa maria maggiore a spello

I Baglioni sono stati un’influente famiglia nobile di Perugia,che raggiunse il suo apice tra ‘400 e ‘500 che, grazie al loro mecenatismo, permise ad artisti di grande calibro come Signorelli, Piero della Francesca e Raffaello di venire in Umbria ma anche per loro lavorarono i principali pittori umbri del Rinascimento come Perugino e Pinturicchio.

Dentro la Cappella Baglioni ,non solo gli affreschi meritano attenzione, ma anche il pavimento, realizzato con le rinomate maioliche di Deruta.

Chiesa di Sant’Andrea

Avanzando da Piazza Matteotti arriverai in , a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria Maggiore, vedrai la chiesa di Sant’Andrea, un edificio religioso francescano estremamente antico, risalente all’anno mille con annesso il convento della meta del 1200.

Per secoli sede di una comunità di Frati minori, fu fondata da Andrea Caccioli, seguace di San Francesco, successivamente proclamato Santo, che ricevette il saio direttamente dalle mani di San Francesco.

Presenta una facciata povera ed austera, sicuramente nello spirito del primo francescanesimo ma a causa dei continui lavori mai definitivi che si sono succeduti non ha una precisa identità .

Anche essa ha un’unica navata caratterizzata da una pianta a croce latina e tra le opere degne di nota senza dubbio si trova la tavola del Pinturicchio, risalente al 1508 ,raffigurante la Madonna in Trono e Santi,e il crocifisso quattrocentesco dipinto su tavola dietro l’altare maggiore del secolo precedente.

Chiesa di San Severino e la torre di San Severino

Proseguendo nella nostra passeggiata noterai sicuramente un arco romano. Lì nei pressi dell’arco sorge la chiesa di San Saverino, una delle costruzioni più antiche di Spello, che risale molto probabilmente al VI secolo.

L’aspetto attuale è del XII secolo, quando la chiesa di San Severino venne rivista in stile romanico.

Presenta una facciata in pietra bianca e rosa dalla forma a capanna che, dal XIV secolo è praticamente integrata nella rocca albornoziana che delinea questo tratto di mura cittadine, mentre l’interno è a navata unica con una pianta a croce latina.

Al fianco della chiesa, c’è la torre di San Severino, osizionata tra l’arco romano e la chiesa, e risale al 1457.

La torre è a pianta quadrata ed è stata interamente restaurata e restituita alla città durante il 2018.

Al suo fianco si trova il convento dei Cappuccini, tanto che questa è nota anche come torre dei Cappuccini.

chiesa di san severino a spello

La torre di San Severino, alta circa 16 metri, permetteva di avere un punto di vista privilegiato su tutta la vallata che si apre al di sotto e costituisce il punto più alto del centro storico di Spello. Arrivare qui significa quindi aver terminato la ‘fatica’ delle salite per la visita del centro in quanto, d’ora in poi, è tutto in discesa.

Arco Romano

l’antico arco romano, risalente al periodo antecedente all’imperatore Augusto, metteva in comunicazione la parte più alta del centro di Spello con il monte Subasio.

In città l’arco è noto come Porta dell’Arce, per via della vicinanza alla rocca di Federico I Barbarossa, o come Arco dei Cappuccini, per la vicinanza al convento di San Severino gestito dai frati cappuccini.

L’arco romano di Spello è caratterizzato da una sola fornice che incorona tutta la strada che si trova davanti a noi e la sua soglia si trova interrata a circa un metro di profondità. La porta, collegata all’antica cinta muraria, veniva sbarrata esternamente grazie a una chiusura a saracinesca.

Arco di Augusto

I Palazzi di Spello

l'albero della vita

Palazzo Comunale

A piazza della Repubblica si trova il palazzo Comunale di Spello. Questo palazzo venne costruito nella seconda metà del 1200, poi ampliato tre secoli più tardi, durante i lavori di rifacimento della piazza su cui si affaccia. I lavori non furono però terminati e, soprattutto gli interni, vennero rivisti più volte fino al secolo scorso.

L’edificio originario venne ampliato sia allungandolo verso destra che alzandone il numero dei piani. Rimane però ancora distinguibile il nucleo originario del palazzo comunale, costruito in pietra calcarea bianca e rosa, i cui accessi sono possibili attraverso due archi acuti.

Questi archi formano un breve loggiato con copertura a crociera. Al primo piano del nucleo storico si trovano tre bifore con colonnine chiuse da capitelli, due delle quali si affacciano su via Garibaldi e una invece sulla piazza. Tra i due archi è inserita una lapide raffigurante un leone che atterra un cinghiale e, al piano superiore, si trovano due riquadri incassati nel muro che riportano l’antico stemma comunale di Spello e lo stemma della famiglia Maccarelli, famiglia in vista della città che ebbe un ruolo importante nelle lotte civili che insanguinarono il borgo nel XIV secolo.

A sinistra della facciata è il campanile mentre l’orologio che scandisce l’ora è riportato sul fronte del palazzo.

2 giorni a spello: palazzo comunale

Le sale più famose del palazzo comunale sono la Sala dell’Editto, nota anche come Sala Grande e utilizzata per mostre e matrimoni, i cui muri sono completamente affrescati con dipinti del XVIII e XIX secolo, la Sala degli Stemmi, utilizzata come gabinetto del sindaco e sala di rappresentanza, ricca di affreschi del XVIII secolo che riprendono 93 armi gentilizie e la Sala degli Zuccari, utilizzata come ambiente della biblioteca dedicato alla lettura, dotata di un affresco della fine del XVI secolo.

Palazzo Urbani Acuti o Palazzo Cruciani e il suo Loggiato

Poco distante da piazza della Repubblica , davvero bello a vedersi, in questo bel palazzo hanno abitato diverse famiglie nobiliari e, fino agli inizi dell’ottocento, rappresentava il principale edificio privato di tutta Spello.

Il primo nome si deve alla prima famiglia proprietaria che ne richiese la costruzione agli inizi del seicento mentre il’altro è dovuto all’ultima famiglia che ne entrò in possesso alla fine del settecento.

Sottoposto a varie rivisitazioni nel corso dei secoli, quello che più sorprende e che si nota ad un primo colpo d’occhio, è il bellissimo ballatoio in legno rialzato, dotato di copertura sempre in legno.

Anche il porticato interno al cortile è riccamente decorato, con dipinti di inizio seicento, così come le scale e il piano nobile.

Porta Fontevecchia

Ritornando indietro per la strada che scende, ti segnalo la porta Fontevecchia che, in apparenza, sembra essere un semplice arco costruito tra le vecchie case di Spello ma in realtà è un’apertura nelle antiche mura che cingevano l’interno del centro storico.

Fuori le mura

Torre di Santa Margherita

Uscendo dalla cerchia muraria avvolgente il centro storico, si procede per Via Santa Margherita che, gira intorno al borgo e si immerge nella campagna circostante.

Su questa via potrai incrociare la torre di Santa Margherita che rappresenta ciò che resta del monastero femminile dei santi Giacomo e Margherita dell’ordine benedettino.

Il monastero, costruito durante il 1200, rimase di dimensioni piuttosto contenute e fu vissuto dalle monache fino al 1464, data in cui esse si trasferirono presso un altro monastero abbandonandolo ad un progressivo degrado.

La torre di Santa Margherita invece è di epoca medievale ed è stata restaurata recentemente.

La torre è stata anche riconosciuta dall’UNESCO come monumento messaggero di cultura e di pace, per via dell’importanza storica di cui è testimonianza e per la possibilità di essere segnale di cultura e pace tra i cittadini di Spello e i visitatori.

Porta Venere e Torri di Properzio

Prima di lasciare Spello dai uno sguardo alla Porta Venere, costruita in epoca augustea in pietra bianca di travertino.

Studiandone la struttura, venne messa in relazione con i resti di un tempio ritrovato poco fuori dalle mura cittadine dedicato a Venere.

Ai fianchi della porta, sono presenti le torri di Properzio, costruite in epoca medievale, a pianta dodecagonale ma ad interno circolare, in pietra calcarea rosata.

Le Infiorate di Spello

Probabilmente, se hai intenzione di organizzare 2 giorni a Spello, il periodo più bello per visitare il borgo è quando si svolge l’Infiorata di Spello, che si tiene ogni anno in occasione del Corpus Domini, tra maggio e giugno.

La domenica del Corpus Domini cambia di anno in anno, un po’ come la Pasqua. La sua data è infatti decisa come la nona domenica dopo quella di Pasqua. Per questo motivo non è prevista una data precisa dell’Infiorata, ma questa varia a seconda del giorno di Pasqua.

Le infiorate di Spello rappresentano la principale festa cittadina del borgo. Tutti i vicoli del paese si riempiono (ancora di più) di fiori i quali vengono composti per creare suggestive forme e dipinti.

Grandi tappeti floreali rappresentano quadri tanto belli quanto temporanei e sono il risultato di giorni e giorni di lavoro e progettazione per stupire i visitatori.

Già settimane prima vengono ricercati i fiori necessari che poi vengono mondati e i petali conservati affinché possano dare il loro meglio nel giorno del Corpus Domini. I giorni che precedono la manifestazione sono ricchi di suggestione: i più giovani salgono sui prati e sui campi che circondano il monte Subasio e raccolgono i migliori fiori, che, portati nel borgo,vengono assegnati ad anziane donne che dividono i loro petali in base al colore.

Dal pomeriggio precedente le strade del borgo vengono chiuse al traffico e montate alcune strutture che permettono di limitare il vento ed eventuali piogge. Grazie a una buona illuminazione al di sotto delle strutture vengono composti i grandi dipinti floreali che formano quasi un unico gigante tappeto di fiori per la città.

Si contano circa 70 tra infiorate di tappeti, le cui dimensioni variano tra i 12 e i 15 metri di lunghezza, e di quadri, dai 25 ai 90 metri quadri l’uno, per una lunghezza totale di circa un chilometro e mezzo di infiorata.

Per regolamento i petali non possono essere trattati, ma devono essere quanto più freschi possibile, in modo da non incollarsi al pavimento e da sprigionare il massimo di profumi e colori.

La domenica del Corpus Domini poi passa la processione, guidata dal vescovo con l’ostensorio, che chiude tutti i giorni febbrili dedicati all’infiorata di Spello.

Fino a quel momento i tappeti di fiori vengono conservati, curati e ne è fatto divieto l’accesso.

Dopo il passaggio della processione possono invece essere calpestati dai numerosissimi visitatori che si sono ritrovati qui a Spello per l’occasione.

Non mi è mai capitato di recarmi in questa occasione ma immagino che debba essere uno spettacolo sorprendente. Anche per questo motivo suppongo che questo periodo molto duro di pandemia che ha sospeso ogni manifestazione storica sia stata per gli abitanti di Spello una vera tragedia non solo economica per il turismo mancato ma anche affettiva per la tradizione sospesa che perdura da anni.

infiorata-di-spello
foto tratta dal web

Le infiorate di Spello dedicate al Corpus Domini traggono le loro origini nel 1930 circa, quando una donna decise di omaggiare la processione creando un quadro a terra con ginestre e finocchi, sorprendendo i suoi concittadini che, estasiati dalla bellezza della creazione, vollero subito imitarla, in una gara positiva alla creazione più bella.

2 giorni a Spello: I dintorni

Esplorando il Web durante la pianificazione di questi 2 giorni a Spello e dintorni, fra le località da vedere abbiamo scoperto due posti incantevoli che, seppur visitabili in breve tempo, meritavano assolutamente la nostra attenzione

Pertanto, durante questi 2 giorni a Spello e dintorni, ne abbiamo approfittato per fare un’escursione, con un mezzo molto caratteristico 🙂

il mezzo caratteristico

facendo tappa in queste due fantastiche località: le Fonti del Clitunno e Rasiglia.

Le Fonti del Clitunno

Le fonti del Clitunno rappresentano un’oasi di pace in Umbria!

Situate in provincia di Perugia a 17km da Spello sono un posto a dir poco fiabesco un angolo di paradiso, immerso nel verde, dove ritemprarsi dal caos cittadino.

il laghetto delle fonti del clitunno

Queste sorgenti di straordinaria bellezza, purtroppo poco note alla maggioranza, si pensava, nell’antichità, che fossero la dimora del Dio Clitunno. La credenza era molto radicata, tanto che vennero eretti in suo onore quattro templi, di cui tre purtroppo andati perduti e si pensava che, lungo il corso del fiume Clitunno, sorgessero ville e terme.

Al tempo dei romani, queste fonti erano ritenute “Sacre” tanto che i sacerdoti venivano ad interrogare il Dio Clitunno, personificazione delle acque del fiume.

Le Fonti del Clitunno sono un luogo romantico, uno specchio d’acqua trasparente, alimentata da correnti sotterranee, su cui si riflettono salici e pioppi, una meraviglia naturale circondata da una vegetazione rigogliosa che circonda le rive delle fonti creando giochi di luce e suggestivi riflessi.

Pensa che questo luogo per quanto è bello ha incantato e ispirato artisti e scrittori sin da tempi antichissimi e non solo loro ma anche noi!

2 giorni a spello: le fonti del clituno

Lo stesso Virgilio lo inserì nelle Georgiche e Plinio il Giovane lo citò in una lettera a un amico.

Non solo! Anche pittori come l’impressionista Jean-Baptiste Camille Corot o scrittori come George Byron ne cantarono la bellezza.

scorci delle fonti del clitunno

Perfino Giosuè Carducci scrisse un’ode intitolandola “Alle fonti del Clitunno” che molti a scuola hanno avuto modi di apprezzare.

Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte
nume Clitumno! Sento in cuor l’antica
patria e aleggiarmi su l’accesa fronte
gl’itali iddii.ì

Chi l’ombre indusse del piangente salcio
su’ rivi sacri? ti rapisca il vento
de l’Appennino, o molle pianta, amore
d’umili tempi!

In passato il fiume aveva una portata maggiore ed era navigabile. Il cambiamento di portata fu dovuto, secondo alcuni studiosi, alle conseguenze del grande terremoto di Costantinopoli del 446 mentre, secondo altri, a quello de L’Aquila del 1703.

Non troppo distante dalle Fonti c’è il Tempietto del Clitunno, uno dei più antichi esempi di arte sacra umbra che testimonia il passato longobardo di Spoleto tra il 558 e il 774, aperto tutti i giorni dal martedì al sabato e le domeniche alterne. Per maggiori informazioni visita il sito

Il Borgo di Rasiglia

Dopo esserti rilassato alle fonti, dirigiti in località Rasiglia, il borgo incantato dell’Umbria anche detta la “Piccola Venezia Umbra”.

Rasiglia è un borgo dove l’acqua scorre tra le case, è questo il motivo per cui è conosciuta come la piccola Venezia Umbra.

Il paese, composto da circa 50 casette in pietra, è una frazione montana del comune di Foligno e si trova a circa 600 metri d’altezza.

2 giorni a spello: noi a rasiglia

L’impressione che si ha quando si arriva è quello di un paese congelato nel tempo, fermo al medioevo.

Il merito, ovviamente, è dei corsi d’acqua che attraversano le abitazioni in pietra. Il paese è alimentato da diverse sorgenti; quella di Capovena si trova nella parte alta del paese e attraversa tutto il centro abitato formando cascate, corsi d’acqua e rivoli che convogliano al centro del paese, in una grande vasca, la Peschera. Successivamente l’acqua della vasca, grazie ad un canale si riversa nel fiume Menotre.

Visitare Rasiglia significa fare un salto dove la vita, come nella vicino Spello e altrove, scorre lenta.

il borgo di rasiglia

Prenditi tutto il tempo che puoi per girare il paese immerso nella natura.

Pensa che il paese è composto da appena 15 persone che vivono nelle casette di pietra collegate tra loro dai ponticelli in legno che regalano a questo borgo un’atmosfera magica.

scorci di Rasiglia

Il paese ha origini antichissime e, nel corso dei secoli, la presenza di acqua ha permesso la costruzione di mulini che devi assolutamente vedere mentre vai a spasso per la cittadina.

i ponticelli di rasiglia

Cosa vedere a Rasiglia

Ma cosa c’è da vedere a Rasiglia?

Per visitare il borgo si impiega circa mezza giornata, ti consiglio di visitarlo in primavera o in estate dove potrai assistere alla manifestazione “Rasiglia e Penelope“, dedicata agli antichi mestieri della tessitura ma anche in inverno riserva un suo fascino quando si tiene la bella rappresentazione del Presepe Vivente.

Ogni stagione ti permetterà di scoprirla con occhi diversi ma in ogni caso non te la devi perdere!

Da ammirare in questo caratteristico borgo vi sono la Rocca di Rasiglia, il Rudere del Mastio, il Santuario della Madonna delle Grazie, il Lavatoio, le Grotte dell’Abbadessa, il Parco dell’Altolina ed il Parco di Colfiorito.

Vedrai che me ne sarai grato quando ci sarai stato!

Ora che sai cosa apprezzare a, soprattutto, cosa vedere a Spello e dintorni e quali sono le manifestazioni più importanti che si svolgono in queste località dell’Umbria, non ti resta che organizzarti per partire a scoprirle.

cascate e corsi d'acqua a rasiglia

Del resto ci sarà un motivo per il quale Spello è stato inserito non a caso nella lista dei Borghi più Belli d’Italia.

Fidati, mi ringrazierai e vorrai tornarci più e più volte.

Resta sintonizzato perché, nel mio prossimo articolo, ti farò conoscere un altro posto che merita senz’altro una visita e che potrai tu stesso decidere se inserirlo in un eventuale altra giornata successiva a questi 2 giorni a Spello e dintorni.

Ti saluto, invitandoti, a condividere l’articolo “2 giorni a Spello e dintorni” sui tuoi social, dando la possibilità ai tuoi amici di scoprire nuove mete o di suggerirne altre.

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